

NSE è l’acronimo inglese di Non-Structural Element, cioè elemento non strutturale. Rientrano in questa definizione tutti quei componenti che non fanno parte della struttura portante dell’edificio, ma il cui danneggiamento o cedimento può compromettere la sicurezza delle persone, l’evacuazione e la funzionalità dei locali. Un controsoffitto è quindi un NSE, e il fatto che non sia un elemento strutturale non significa affatto che sia poco importante.
Il 6 agosto, nella biblioteca della scuola media di Sarentino (link alla notizia), una parte del rivestimento del soffitto è precipitata sui tavoli sottostanti. Secondo le prime notizie, si sarebbe trattato di diversi metri quadrati di materiale, caduti fortunatamente quando il locale era vuoto.

La Procura ha successivamente disposto il sequestro dell’intero edificio (link alla notizia), in attesa delle verifiche necessarie per stabilirne l’agibilità. La riapertura della scuola, prevista per il 7 settembre, potrebbe quindi subire dei ritardi.
Le cronache utilizzano termini differenti (controsoffitto, rivestimento in gesso, materiale isolante) e le cause del cedimento devono ancora essere accertate. Saranno le perizie a chiarire la natura dell’elemento, le modalità di posa, lo stato dei collegamenti e l’eventuale presenza di infiltrazioni o altre forme di degrado. È dunque prematuro attribuire responsabilità o formulare conclusioni tecniche sull’accaduto.
Resta però un dato difficilmente contestabile: il materiale è caduto nella zona normalmente occupata dagli studenti. La biblioteca può accogliere ordinariamente 25 persone e, secondo quanto riportato dalla Rai, in alcune occasioni ne avrebbe ospitate fino a cento.
Gli elementi non strutturali non hanno, in genere, il compito di sostenere l’edificio. Gli NSE non appartengono quindi al sistema formato da fondazioni, pilastri, travi, pareti portanti e solai, ma questo, però, non li rende irrilevanti ai fini della sicurezza. Sono esempi di NSE:
Il cedimento di uno di questi elementi può colpire direttamente gli occupanti, ostruire una via di fuga, danneggiare impianti essenziali oppure rendere inutilizzabile una parte dell’edificio, anche quando la struttura portante rimane integra. Gli NSE possono inoltre avere masse tutt’altro che trascurabili. Quando un rivestimento o un controsoffitto è collocato sopra un ambiente occupato, la sua caduta può produrre conseguenze molto gravi.
Quando si parla di sicurezza degli edifici, l’attenzione si concentra quasi sempre sulla stabilità della struttura portante. È comprensibile, ma non sufficiente. Le Norme Tecniche per le Costruzioni richiamano espressamente l’importanza degli NSE. Il paragrafo 7.2.3 delle NTC 2018 considera elementi costruttivi non strutturali sia quelli in grado di influenzare significativamente la risposta della struttura, sia quelli che, pur non avendo tale influenza, risultano comunque rilevanti per la sicurezza e l’incolumità delle persone.
Il secondo criterio è particolarmente importante: per essere oggetto di attenzione, un componente non deve necessariamente contribuire alla stabilità dell’edificio. È sufficiente che il suo cedimento possa mettere in pericolo gli occupanti.
Ne avevo già parlato nell’articolo “NTC 2018, elementi non strutturali ed impiantistici: chi fa cosa”, evidenziando come progettista, produttore, installatore e direttore dei lavori partecipino, con compiti differenti, alla corretta progettazione e realizzazione degli elementi non strutturali e dei relativi collegamenti.
Le disposizioni citate riguardano in particolare il comportamento nei confronti delle azioni sismiche. Il caso di Sarentino, le cui cause sono ancora da accertare, richiama però un principio di portata più generale: ogni elemento sospeso sopra uno spazio occupato deve essere progettato, installato, controllato e mantenuto considerando le conseguenze di un suo possibile distacco.
Il sindaco Josef Mair ha definito l’episodio «non grave», polemizzando con il provvedimento della Procura. Probabilmente il riferimento era alle conseguenze materiali dell’incidente e, soprattutto, al fatto che nessuno sia rimasto coinvolto. Ma la gravità potenziale di un evento non può essere valutata soltanto contando i feriti.
L’assenza di vittime è stata una circostanza fortunata, legata anche al periodo di chiusura della scuola. Lo stesso cedimento durante l’attività scolastica avrebbe potuto produrre conseguenze molto diverse. La valutazione del rischio deve considerare sia la probabilità che un evento si verifichi sia la gravità delle sue possibili conseguenze. Anche un evento poco frequente può risultare inaccettabile quando è in grado di provocare danni seri, soprattutto in un ambiente frequentato da bambini e ragazzi.
Il punto, quindi, non è stabilire a posteriori se l’incidente sia stato grave perché qualcuno si è fatto male. Il punto è chiedersi quanto avrebbero potuto essere gravi le conseguenze se il locale fosse stato occupato.
Secondo quanto dichiarato dalla scuola, l’edificio era stato ristrutturato recentemente, si presentava in buone condizioni e veniva controllato due volte all’anno. Non sarebbero stati osservati segni premonitori evidenti. Anche questo aspetto merita attenzione. Le condizioni generali dell’edificio e quelle del singolo NSE non coincidono necessariamente.
Molte criticità non sono immediatamente visibili dall’esterno. Possono riguardare:
L’assenza di crepe o deformazioni visibili non consente quindi, da sola, di escludere una vulnerabilità.
A Milano, nel mese di maggio, in un asilo nido comunale sono crollate porzioni di controsoffitti (link alla notizia). Come si nota nelle immagini in questo articolo, i danni sono più modesti rispetto ad altre situazioni analoghe. Esito dell’evento: 21 bambini evacuati e messi in sicurezza, nessun ferito, asilo chiuso per sicurezza.

Anche nella scuola primaria “Savio” di Terraglione, a Vigodarzere (link alla notizia) nel mese di giugno di quest’anno è crollato il controsoffitto dell’atrio della scuola, che in questo caso vuota in quanto le lezioni già sospese per la pausa estiva.

Un caso analogo è accaduto il 30 maggio 2024 dove, in un comune pugliese, è crollato il controsoffitto di una piscina (link alla notizia). In questo caso ci sono stati 3 feriti, tra cui 2 minori di 14 e 7 anni. Qui la notizia di chiusura indagini.

Le perizie stabiliranno che cosa sia realmente accaduto nella scuola di Sarentino. Soltanto dopo questi accertamenti sarà possibile parlare con cognizione di causa di infiltrazioni, degrado, difetti di posa, errori di progettazione o altre circostanze.
La lezione generale, però, è già evidente: la sicurezza di un edificio non coincide con la sola stabilità della struttura portante. Un controsoffitto è un NSE, quindi non sostiene l’edificio, ma può comunque mettere in pericolo le persone che si trovano sotto di esso. Per questo deve essere progettato, installato, verificato e mantenuto con la stessa attenzione riservata a ogni altro componente significativo per l’incolumità degli occupanti.
Definire un cedimento “non grave” soltanto perché nessuno è rimasto ferito rischia di farci perdere il punto essenziale. L’episodio non deve generare allarmismo né anticipare le conclusioni dei periti, ma ricordarci che la prevenzione consiste proprio nell’individuare e correggere le vulnerabilità prima che una circostanza fortunata si trasformi in una tragedia.

Fonte immagini: link agli articoli news – Fonte infografica: elaborazione dell’autore con ausilio AI