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In Finanziaria detraibilità della diagnosi e dell’assicurazione: siamo sulla strada giusta

Il Sismabonus, l’agevolazione fiscale che può essere richiesta per gli interventi di miglioramento e adeguamento sismico dal 1° gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2021, non è ancora decollato. Questo perché ci vuole tempo per pianificare gli interventi, progettarne l’esecuzione e di conseguenza passare alla fase operativa. Ma la strada è tracciata ed è quella giusta: la quota di detrazione è variabile in funzione dell’efficacia dell’intervento e della tipologia di immobile (maggiore per i condomini).

Uno dei limiti del Sismabonus riscontrati finora è la mancata detraibilità della sola valutazione e diagnosi sismica. Per sapere cosa fare e quanto spendere il committente doveva sborsare una cifra che poteva anche andare persa (per esempio se avesse deciso di non fare l’intervento oppure se avesse scoperto che l’edificio poteva considerarsi sufficientemente sicuro).

Il Ministro Graziano Delrio ha ribadito in più occasioni la sua intenzione di rendere detraibile totalmente la diagnosi sismica degli edifici. La conoscenza del livello di sicurezza del proprio immobile è il primo passo verso la consapevolezza e di conseguenza verso il miglioramento sismico del nostro Paese.

Un’altra voce importante presente nella bozza della Manovra è la detrazione fiscale del 19% per le “polizze catastrofali”, quindi anche per le polizze assicurative riguardanti i terremoti. Questo passaggio è, a mio avviso, culturalmente importante: nel momento in cui un privato deve tutelare un suo bene personale, il miglioramento delle condizioni di sicurezza si trasforma anche in una minor perdita di valore e quindi in un vantaggio economico.

Secondo la stima ANCE-Cresme, riportata nel Manifesto ISI del 2013,  lo Stato ha speso 181 miliardi di euro per danni da terremoti dal 1944 al 2012, pari a una costo medio annuo di 2,6 miliardi di euro. Spese che, ovviamente, ci siamo accollati tutti noi cittadini.

Sono fortemente contrario all’introduzione della classificazione sismica obbligatoria per gli edifici esistenti: abbiamo visto cosa è successo con le certificazioni energetiche, ed è una lezione che non possiamo dimenticare.

Un errore in una certificazione energetica potrebbe provocare una bolletta più salata del previsto. Un errore in una classificazione sismica potrebbe provocare la perdita di vite umane: non possiamo permetterci che le analisi di vulnerabilità siano ridotte a dei semplici “pezzi di carta obbligatori”. Devono diventare il primo passo verso la costruzione di una consapevolezza, non un obbligo a cui sottostare cercando il minor prezzo da sostenere per la loro redazione.

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